"Sono Vincenzo Peruggia!"
"Con due G?"
"Esattamente!"
"E cosa ci fa con la Gioconda sotto il cappotto?"
"Niente, l'ho rubata per patriottismo."
Quel buon diavolo di Vincenzo la sapeva lunga, quando nel 1911 deflorò le gentili barriere di sicurezza del Louvre. Chissà com'erano fatte, sempre che ce ne fossero. Chissà se ci pensò almeno una volta e mezzo. Prese il preziosissimo gingillo e se lo portò a casa, a Firenze. Erano gli anni della bella epoca, dell'arte che si faceva industriale, dei venti che iniziavano a puzzar di guerra ventura. Poco dopo Monnalisa fu ritrovata sotto il letto dell'imbianchino con due G (Howl si augura che l'assenza di virgole non comporti ambiguità), e conservava ancora il suo sorriso, ma chissà se l'esperienza le fosse piaciuta...
Ahinoi, la storia ci insegna che i ladri d'arte non sono tutti sprovveduti come Vincenzo Peruggia. Stanotte hanno rubato cinque quadri dal Museo d'Arte moderna di Parigi. E che quadri, signori! Un Picasso, un Matisse, un Braque, un Leger, un Modigliani. Di quest'ultimo è sparito il celebratissimo "Donna con ventaglio", lo conoscerete sicuramente. Un colpo al cuore, un altro al portafogli. Si stima che il valore complessivo della bella refurtiva si raggiri sui 500 milioni di euro.
La dinamica del fatto la sapete? E' semplicemente pazzesca. Un uomo è entrato dalla finestra; indisturbato s'è fatto una passeggiata senza pagare nemmeno il biglietto, durante la quale ha individuato con cura le opere da ritirare. Ha rotto il vetro d'isolamento, che, udite udite!, non era nemmeno collegato al sistema d'allarme. Con un buon taglierino e con cura certosina ha reciso le tele dalle cornici, per poi metterle in un semplice borsone. Le telecamere hanno ripreso il poco lieto evento, ma il brigante aveva il passamontagna. Naturalmente i videotapes sono stati visionati solo stamattina. Un po' troppo tardi.
Howl ragiona semplice e si chiede: ma come diavolo si fa a custodire mezzo miliardo di euro senza allarmi? Qualunque posto contenga valori così lauti viene attaccato, figuriamoci cosa succede senza protezioni! Perdonate la banalità di queste espressioni.
Pierre Cornette de Saint-Cyr, responsabile del museo, ha definito "stupido ed inutile" il fattaccio, dacché tali tele non possono essere rivendute. Howl rischia di cadere nella rete delle polemiche interiori. Ma non può non pensare che, utili o sconvenienti che siano, i furti son sempre furti. Se i dipinti non dovessero essere ritrovati, chi ripagherà l'umana gente di tale scempio? Il basso monitoraggio di un patrimonio del genere è inqualificabile.
"Nessuno può pensare di vendere questi quadri, per questo dico che è stupido rubarli", ha precisamente dichiarato Saint-Cyr. Ma ne è così sicuro?
Howl apprendendo la notizia si è subito chiesto, appunto, che fine facessero le opere d'arte rubate. In effetti non si possono trafugare beni di tale valore e rivenderli al mercato di borgata, né esporli all'emporio portuense con sotto scritto"Modigliani col collo lungo, come nuovo,
vero affare, 250 milioni".
Niente di nuovo sul fronte occidentale, penserete, ma la tipologia di compratore-tipo di un quadro virtuoso rimane sempre l'acquirente privato. Howl ha fatto qualche breve ricerca per capire tale meccanismo, ma ha avuto risposte semplici. Alcuni ricconi senza scrupoli comprano tali opere per puro godimento personale.
Avere in casa, in una stanza inaccessibile e segreta, un dipinto o un oggetto d'arte di cui il mondo parla, è terribilmente accattivante. L'opera è sublime di suo, figuriamoci con che bramosia la si può osservare da soli, nella propria tana. Che bello ammirarla senza l'aura pesante di quelle facce spaesate che si incontrano al museo. Lontano da quei tipi con gli occhi e la testa rivolti verso l'alto, e la mascella a terra. Brutta immagine. Penetrare un quadro da soli, invece, dovrebbe essere un po' come spiare una donna nuda dal buco della chiave. Il sapere di essere i soli al mondo a poter godere di quelle forme provoca un surplus di eccitazione.
Ricordate che fine fa il tipo de Il cuore rivelatore di Edgar Allan Poe? Howl augura a questi furfantoni la stessa sorte.
Urca, abbiamo ospiti! Sono di sotto e si apprestano a salire. Hanno un'uniforme grigia e un basco verde. Howl si assenta un attimo, voi lo scuserete. Il tempo di trasferire il Dalì dai vicini e torna.

...Quanto vuoi per il Dalì???...:))))
RispondiEliminaQuesto è davvero uno scempio moderno!!!
La cosa più curiosa dell'evento è che il sistema d'allarme c'era, ma era rotto da due mesi. Il sindaco di Parigi spiega l'arcano mistero: dopo aver contattato la società che gestisce gli allarmi, pare che manchi un pezzo di ricambio. Ecco adesso ne mancano altri cinque. Perché se in due mesi, e sottolineo mesi, non si riesce a sistemare l'allarme del Museo di arte moderna a Parigi per un pezzo di ricambio, magari da una ventina di euro, mi chiedo se il ladro non fosse a conoscenza di questa mancanza. Imbarazzante.
RispondiEliminaHowl ringrazia sentitamente Alex per la doverosa precisazione in proposito del mancato allarme. La notiza era già assurda di suo, lo è ancor più in virtù del fatto che tutto è dipeso da uno spicciolo disguido tecnico.
RispondiEliminaMartina, sul Dalì Howl è disposto a contrattare!
Wow che cosa mi avete detto! Vabbè, come saprete non sono un intenditrice di arte e nemmeno una grande studiosa di pittura però il 20 Maggio sono arrivata a Parigi e il 22 ero al Louvre de Paris... proprio quel giorno notavo quanta poca protezione ponessero tra i turisti e preziosi quadri esposti. Davvero c'era solo una cordicina bassa che delineava lo spazio oltre il quale non si poteva oltrepassare,ma poco importa se un qualsiasi turista maldestro inciapica e rompere qualcosa.
RispondiEliminaLa scarsa protezione è la prima cosa che salta all'occhio insieme a tutto quell'imbastire di spazi e stanze intorno alla Gioconda. Segui il percorso, attraversa stanze, sali di un piano,scendi due,svolta a destra sempre dritto ed ecco che sei arrivato: La Gioconda. La si esalta talmente tanto che basta pronunciare il suo nome ed ecco che si crea uno sciame informe di carne che si derige, senza prestare attenzione a tutto il resto, alla stanza reale.
Ripeto non sono una critica d'arte e lungi da me dal voler denigrare la Gioconda, però ragazzi il Louvre è davvero una fortezza d'oro: arte italiana, asiatica, e ancora stanze, corridoi, settore egiziano e poi sono andata via...troppa roba!
Indandissima, come sai molte persone sono attratte più dall'aura mistica che emane un quadro, piuttosto che dall'essenza su cui si fonda. Molti addirittura vanno a vedere quella singola opera perlopiù perché celebre. E' la nostra era dedita all'immagine. Di conseguenza altre opere meno famose, ma di indiscussa validità, passano inosservato.
RispondiEliminaServirebbe sicuramente maggiore spirito critico. Non si chiede di certo la licenza del critico d'arte, ma almeno il non precludersi la possibilità di cercare "altro". Al di là dei tecnicismi e del capire l'opera in sé, sarebbe auspicabile che ognuno di noi cercasse la "sua" opera, quella che ci colpirà anche per il motivo più sciocco. Ciò produrrebbe scoperte e sorprese. Magari quel dipinto si trova nel punto più recondito del museo.
In ogni caso Howl spera che Indandissima abbia goduto delle meraviglie del Louvre e delle altre sparse per la città "romantica per acclamazione".
Il fatto che tali quadri siano esposti in modo così semplice però è allarmante. Sicuramente Monnalisa avrà protezioni invisibili e un nuovo Vincenzo Peruggina difficilmente la farà sua, ma quello che hai raccontato al Cartello fa pensare. Howl come tutti voi spera che sia tutto adeguatamente monitorato. Vedremo.
comunque si chiama Peruggia, non Peruggina....
RispondiEliminaHowl si scusa e nel frattempo corregge. Grazie.
RispondiElimina